Perchè queto Blog?
Non ho una risposta precisa. Tante scuse, ma nessuna risposta:
- imparare ad usare uno strumento per la gestione dei Blog per addentrarmi in questo mondo. Ovviamente non occorre conoscere il funzionamento interno di un Blog per poterlo utilizzare, ma la mia “deformazione professionale” mi ha indotto a guardare prima a come funzione, poi al come si usa;
- rimanere in contatto in modo più continuativo con i miei amici;
- crearmi un’opportunità per scrivere qualche cosa che non sia codice.
Non ho mai avuto un mio diario, e non ho nemmeno mai sentito l’esigenza di averne uno.
La nascita di Fabio però ha in qualche modo cambiato questa situazione; mi sono ritrovato spesso a pensare a tante cose che avrei voluto dirgli, ma che non era ancora in grado di capire. Oppure ricordi che avrei voluto fermare in qualche modo per dargli l’opportunità, quando sarà più grande, di poterli rivivere.
Fermare questi ricordi ha però anche una valenza estremamente personale, quasi egoistica; il mio è un, forse vano, tentativo per prolungare l’immenso piacere che vedere crescere un figlio riesce a dare.
Ogni tanto sono combattuto; mi chiedo se lo sforzo per fissare questi ricordi non vada a scapito dell’emozione immediata; inoltre, quanto senso ha ricercare belle emozioni nei ricordi, piuttosto che impegnarsi per ottenerle nel vissuto presente? Non ho ancora trovato una risposta precisa a questi dubbi.
A proposito del nome, “Una via di fuga” è il titolo di un quadro fatto dalla mia amica Marilena Benini che ci ha regalato quando Anna ed io siamo andati ad abitare insieme.
Se questa fosse l’introduzione di un libro potrebbe chiudersi con un augurio di “Buona lettura” rivolta ai lettori; riferendosi pero’ al mio nuovo “diario”, molto meglio un “Buona scrittura”, tutto per me.